temi di ricerca

Dioniso baloccandosi con lo specchio, il giocattolo dono dei Titani,
lo rompe e, riflettendosi nei molti frammenti in cui lo specchio si frantuma,
scopre che il mondo è plurale.

pots & plays
guerra e architetture della memoria
Warburg e Mnemosyne
Venezia e l’antico
variazioni sul mito
internet e umanesimo
⊃ seminari permanenti


pots & plays

Pots-&-PlaysLo studio delle rappresentazioni dei vasi greci a soggetto mitologico in rapporto alle rappresentazioni del dramma antico – ad esempio il mito di Edipo o di Medea raffigurato sui vasi apuli del IV secolo a.C., posto in relazione con le omonime tragedie di Sofocle e di Euripide – costituisce il punto focale del tema di ricerca Pots&Plays, attorno a cui ruota il lavoro del seminario promosso, fin dal 2011, dal centro studi classicA. Il nome del seminario – composto da docenti e studiosi provenienti da diversi atenei (Venezia, Catania, Pavia, Pisa, Oxford) – costituisce un omaggio al lavoro del filologo inglese Oliver Taplin, punto di riferimento nel panorama internazionale degli studi sull’iconografia del dramma greco. 

Tra le testimonianze antiche che aiutano a comprendere la forma e il significato della tragedia greca, le rappresentazioni vascolari di episodi mitici rappresentano – sia nel campo degli studi filologici sia in quello delle discipline archeologiche – un materiale di studio ancora in parte inesplorato e problematico: quali sono i legami che connettono i miti raffigurati in pittura a quelli rappresentati nelle performance? in quali termini è possibile parlare di ‘interdipendenza’ tra immagini vascolari e dramma antico? quali sono le dinamiche di transcodificazione tra spettacoli testi immagini, e le loro varianti? Gli incontri Pots&Plays offrono come primo esito delle ricerche che affrontano tali questioni la pubblicazione di diversi contributi in “Engramma” e nel volume Scene dal mito (Guaraldi, Rimini 2015).

⊃ materiali pubblicati in “Engramma” sul tema Pots & Plays

⊃ pubblicazioni, conferenze, seminari


guerra e architture della memoria

Il tema del rapporto tra la Guerra e le Arti – architettura, pittura e scultura, archeologia, letteratura, filosofia –è al centro delle ricerche del Centro Studi dal 2006, secondo diversi filoni di indagine. 

⊃ Hostium Rabies Diruit (2006-2011)
Bombe sulle rovine (2012-2014)
⊃ Architetture della memoria (2011-in corso)
⊃ Humanitas Europaea (2014-in corso)

Hostium rabies diruit (2006-2011)
La prima fase della ricerca, che ha avuto il suo esito nel progetto Prin 2007-2011, ha avuto come oggetto le vicende delle distruzioni dei beni artistici italiani avvenute nel corso della Seconda Guerra mondiale, e in particolare: l’identificazione e la quantificazione dei danni subiti dal patrimonio architettonico e artistico; le risonanze che le distruzioni produssero nella memoria sociale; le conseguenze nel riassetto postbellico delle città; il dibattito sugli interventi di protezione e di restauro dei monumenti. Gli esiti di questi studi sono stati il convegno L’invenzione del passato e la memoria dell’antico nell’architettura italiana (XIX-XXI sec.) tenutosi a Roma il 15 settembre 2010 presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis e il numero monografico della Rivista di Engramma, n.61, gennaio 2008, la pubblicazione del numero monografico di “Opus incertum” Costruzioni e ricostruzioni dell’identità italiana nel 2010 e l’inaugurazione della collana “Monumenti in guerra” per Minerva editrice. 

Bombe sulle rovine (2012-2014)
Nella seconda fase della ricerca, presentata nel 2012, l’indagine ha interessato i danni causati dai bombardamenti angloamericani su una classe di monumenti particolare, quella archeologica, finora poco indagata. Dalle politiche di protezione internazionale intese come ricognizione dei siti e monumenti di valore, attraverso la ricostruzione degli eventi di guerra combattuta localmente, fino agli interventi di ripristino e riqualificazione del periodo postbellico. Villa Adriana a Tivoli è stato analizzato come caso-studio,  i primi esiti delle ricerche sono stati presentati al convegno internazionale Villa Adriana: memoria, storia, fortuna, futuro (Tivoli, 16-17.5.2013), i cui Atti sono stati editi nel 2104 per la collana Guaraldi-Engramma, e seguito pubblicati nel Quaderno del Dipartimento Dcp Iuav Strategia della memoria. Architettura e paesaggi di guerra a cura di Maria Bergamo e Andrea Iorio. Dalla ricerca è inoltre scaturita la giornata di Studi Arte in guerra (Italia 1940-1945) svoltasi il 24 gennaio 2014.

Architetture della memoria (2013 -in corso)
Questa declinazione del tema ha per oggetto l’intreccio tra la cultura architettonica del XX secolo e le forme di commemorazione dei cittadini caduti in guerra. I progetti di edificazione o restauro dei monumenti ai caduti sono letti nel contesto politico e sociale, mettendo alla luce le dinamiche rappresentative o le retoriche di occultamento secondo cui la ‘memoria’ si rivela non essere mai neutra.  Oltre a seminari e giornate di studio, Al tema sono stati dedicati alcuni numeri monografici della Rivista di Engramma: Il volto e la massa. Guerre, morte e architettura in Italia nel XX secolo (n.95, dicembre 2011); Guerra e memoria (n. 97, marzo-aprile 2012)Architettura, guerra e ricordo (n.113, gennaio-febbraio 2014); Architetture per la memoria (n.123, gennaio 2015).

Humanitas Europaea (2014-in corso)
Alla base del progetto, elaborato a partire dalla giornata di studi Arte in guerra (Italia 1940-1945), è la considerazione che inaspettatamente,  anche nelle più alte vette drammatiche della guerra, vi sono episodi in cui le istituzioni militari e civili, o singoli individui appartenenti alle parti opposte hanno collaborato per proteggere e salvare un patrimonio che è stato percepito non solo come un bene nazionale, ma come un valore universale e europeo, costruendo l’idea di un patrimonio comune secondo l’idea antica e rinascimentale di humanitas.  Un primo capitolo della ricerca, “Berlino anno 0” è stato esposto nel seminario Humanitas Euroaea. L’identità europea in tempo di Guerra.

⊃ materiali pubblicati in “Engramma” sul tema architettura e guerra

⊃ pubblicazioni, conferenze, seminari


Warburg e Mnemosyne

Aby Warburg (1866-1929), storico della cultura e investigatore della storia dell’arte, pone la sua attenzione per le opere d’arte come un’indagine a tutto campo sulla cultura occidentale, dall’esame delle fonti iconografiche e letterarie all’analisi delle circostanze storiche e culturali della creazione artistica. Inaugura così il filone di studi di iconologia per il suo interesse per documenti e materiali che normalmente non rientrano nello studio di storia dell’arte, con un metodo che va oltre i confini fra discipline, contro una lettura puramente estetizzante dell’opera artistica.

Mnemosyne, rimasto incompiuto alla morte dello studioso, è il lascito più originale e rappresenta la summa delle sue ricerche. Attraverso l’indagine sulla permanenza delle forme dell’Antico nell’arte rinascimentale italiana e nordeuropea, Warburg interroga la tradizione occidentale, scoprendo i suoi meccanismi e mettendo in luce zone d’ombra. Obiettivo dell’Atlante (contenente un migliaio di fotografie composte e assemblate) è mostrare i meccanismi di tradizione di temi e figure dell’antichità, orientale e greco-romana, all’attualità, concentrandosi in particolare sui moti, gesti e posture che esprimo l’intera gamma dell’eccitazione emozionale. Le immagini sono oggetto privilegiato di studio dal momento che sono un modo immediato di ‘dire il mondo’.

Alla figura e all’opera di Aby Warburg Engramma ha dedicato, fin dal 2000, uno specifico lavoro di analisi e di approfondimento, con la pubblicazione on line degli esiti della ricerca. Al centro studi classicA è inoltre attivo il seminario permanente Mnemosyne Atlas  aperto a studenti e studiosi.

⊃ video seminario Mnemosyne (pubblicato in Engramma 119)

⊃ materiali pubblicati in “Engramma” sul tema Mnemosyne atlas

⊃ materiali pubblicati in “Engramma” sul tema Warburg e Mnemosyne

⊃ pubblicazioni, conferenze, seminari, mostre


Venezia e l’antico

Uno dei temi di ricerca di classicA sono le dinamiche storico-artistiche che coinvolgono la città di Venezia, in particolare il rapporto tra la città lagunare e gli spolia antichi che la compongono. Nel vasto patrimonio lapideo costituito di statue, rilievi, epigrafi, elementi architettonici che caratterizzano il profilo architettonico di Venezia, è possibile riconoscere un corpus di manufatti riferibili all’antichità, databili all’età romana ma anche di provenienza greca. Dalle colonne provenienti da Candia alle pietre sottratte ad Altino ed Aquileia reimpiegate come materiale di costruzione e decorazione, per arrivare fino ai reperti conservati nel Museo Archeologico Nazionale a San Marco, la presentazione delle tracce dell’antico a Venezia costituisce un percorso inedito nella storia e nella facies artistico-architettonica della città. Queste ricerche vedono la collaborazione avviata nel 2006 tra il centro studi classicA, il Laboratorio Analisi materiali antichi Iuav e i Dipartimenti di Archeologia delle Università di Padova e Ca’ Foscari di Venezia.

Uno dei casi di studio esemplari è stato la determinazione delle coordinate storico-archeologiche della stele con rilievo “macedone” conservata presso il Chiostro di S. Apollonia, diventata oggetto di interesse da parte del mondo accademico e giornalistico in quanto ritenuta la “perduta tomba di Alessandro il Grande” reimpiegata come elemento di fondazione della Basilica di San Marco. Oltre alle suggestive interpretazioni, si è arrivati alla definizione di una ipotesi critica scientificamente fondata – per oggettività dei riscontri archeometrici e per approfondimento storico-archeologico – relativa al reperto, presentati prima in un numero monografico di Engramma, n.67, novembre 2008, e quindi nella mostra La Stella di Santa Apollonia e altre tracce di Alessandro a Venezia, nel 9 dicembre 2009, edita in Engramma n. 76, dicembre 2009.

Nell’ottobre 2013 è stato il convegno Pietre di Venezia: spolia in re spolia in se, in cui i Dipartimenti di Archeologia delle Università di Padova e Venezia hanno presentato gli ultimi avanzamenti di studio accompagnati dalle lectiones di Patrizio Pensabene e Patricia Fortini Brown, pubblicati ora negli atti Pietre di Venezia (L’Erma di Bretschneider, 2014).

Permanenza e oblio, riuso e distruzione, copia e re-invenzione dei modelli tipologico-formali e dei concreti “fragmenti dilla sancta antiquitate” (per citare la – veneziana? – Hypnerotomachia Polyphili): sono queste le dinamiche di tradizione del classico, innervate nella storia di Venezia, che il lavoro del centro studi interroga.

⊃ pubblicazioni, conferenze, seminari, mostre


variazioni sul mito

Le produzioni teatrali di Variazioni sul mito sono ideate e realizzate come riletture moderne e contemporanee dei miti classici: le voci di autori antichi e moderni sono restituite, riplasmate e riattivate nel testo drammaturgico in virtù della loro vitalità, e raccolte e imbastite secondo traiettorie compositive che creano di volta in volta tessiture inedite.
Reinventare e riscrivere il mito rispetto all’urgenza di parlare al presente è quanto stimola il lavoro drammaturgico proposto dal progetto. La scelta di utilizzare la potenza espressiva del discorso mitico, nelle parole e nelle immagini, è dettata dalla consapevolezza che il mito è un canale privilegiato per raccontare la pluralità del nostro contemporaneo.  L’attività di studio e di ricerca che si sviluppa in ambito scientifico trova nella messa in scena in spazi pubblici cittadini una possibilità di espressione concreta e acquisisce così, nella forma della comunicazione teatrale, una valenza politica e culturale.

Variazioni sul mito è un progetto ideato dal Centro studi classicA IUAV, con l’organizzazione e la produzione dell’Associazione culturale Engramma. Dal 2007 dalla collaborazione tra l’Università IUAV di Venezia, il Teatro Stabile del Veneto e il Senato degli Studenti IUAV, ha permesso a Variazioni sul mito di partecipare a  sette stagioni teatrali presso il Teatro Goldoni, e nell’arco di sette anni il progetto ha coinvolto per ogni stagione 800 – per un totale di 8000 – studenti IUAV, che hanno usufruito gratuitamente dell’accesso alle rappresentazioni teatrali.

Il progetto ha dato vita, negli anni, a stagioni teatrali, spettacoli e azioni teatrali circuitati nei più importanti teatri nazionali: Piccolo Teatro di Milano, Teatro Franco Parenti di Milano, Napoli Teatro Festival, Teatro Bellini del Teatro Biondo Stabile di Palermo; in siti archeologici: Villa Adriana a Tivoli, Circuito del Mito in Sicilia; in musei nazionali e istituzioni: Ca’ Pesaro, Galleria internazionale d’Arte Moderna di Venezia, Museo Archeologico di Venezia, Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Informazioni dettagliate sulle produzioni si posso trovare anche sul sito dell’Associazione Engramma.

Nell’ambito di Variazioni sul Mito si sono nati inoltre i laboratori di drammaturgia del mito LabΔrama, ora giunti al terzo anno di attività, nei quali gli studenti stessi sono coinvolti nella riscrittura di testi teatrali, in un lavoro corale che parte dall’ideazione alla messa in scena.

⊃ programma stagioni teatrali del Teatro Goldoni: ⊃ 2013-2014; ⊃ 2012-2013; ⊃ 2011-2012;  2010-2011;  2009-2010 2008-2009;  2007-2008

labΔrama

⊃ letture scuola di dottorato Iuav

⊃ produzioni di variazioni sul mito


internet e umanesimo

Nell’ambito dell’area di ricerca Fonti antiche on line. Metodi e strumenti per la ricerca. Umanesimo e nuove tecnologie il Centro studi sta attivando la creazione di un portale web delle fonti antiche per la storia dell’arte e dell’architettura. Questo lavoro sarà articolato in fasi: ricognizione delle edizioni dei testi greci e latini antichi e delle fonti umanistiche presenti in rete; valutazione critica delle edizioni elettroniche e della loro accessibilità, affidabilità, qualità e fruibilità; costruzione di un repertorio ragionato dei testi ordinato per autore e ulteriormente indicizzabile, da redigere in versione italiana/inglese secondo le convenzioni internazionali.  

Esito della ricerca sarà la pubblicazione on line del portale nella pagina Iuav di ClassicA; il portale – accessibile a docenti, studiosi, studenti – sarà altresì un utile strumento messo a disposizione da ClassicA-Iuav alla comunità scientifica internazionale. 

Engramma inoltre ha promosso dal 2002 il progetto Internet e Umanesimo, in collaborazione con la fondazione Querini Stampalia e l’università IUAV di Venezia, dedicato ai rapporti tra studia humanitatis e nuove tecnologie informatiche.

⊃ Luminar, internet e umanesimo 

⊃ convegni